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Lo strumento fondamentale di programmazione, redatto dall’Autorità di ambito, ai sensi dell’art. 11 della Legge 36/1994 e attraverso il quale l’Autorità, attua, indirizza e controlla il Servizio Idrico Integrato dell’Ambito, è il Piano d’Ambito.

Il piano d’Ambito è il risultato di una serie di operazioni che, in sintesi, sono:

  • L’analisi dell’esistente ovvero la ricognizione delle opere e dei livelli di servizio, per valutare eventuali situazioni di rischio nella capacità produttiva degli impianti e valutare i livelli di servizio assicurati dalle strutture presenti sul territorio dell’Ambito
  • La valutazione della disponibilità della risorsa e della domanda dei servizi idrici, per definire il livello di servizio ritenuto necessario per la soddisfazione dell’utenza,
  • Studio del piano degli interventi e degli investimenti necessari per l’adeguamento dell’infrastrutture al soddisfacimento della domanda degli utenti
  • Individuazione delle criticità e priorità d’intervento sulle infrastrutture
  • Modello di gestione che  raggiunga gli scopi prefissati in termini di efficienze, efficacia ed economicità dei servizi erogati
  • Il calcolo della tariffa (link alla pagina dedicata alla tariffa) e della sua evoluzione possibile solo dopo aver avuto il quadro completo degli investimenti distribuiti nello spazio e nel tempo

Con il Piano d’Ambito è previsto il raggiungimento di adeguati livelli di investimento oltre a nuovi e più elevati standard qualitativi e quantitativi nella gestione dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione. Sulla base degli obiettivi complessi e intermedi prefissati nella pianificazione dell’Autorità di Ambito il Gestore ogni tre anni è tenuto a predisporre un documento di dettaglio degli interventi che intende realizzare. Questo documento sottoposto all’approvazione dell’Autorità di Ambito è chiamato POT (Piano Operativo Triennale)

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